Intervista a Salvo Orlando

D. Ciao Salvo, sei la scoperta più recente del gruppo dei "dreamers". Ci racconti come hai scoperto questo gruppo di fotografi sognatori e perchè hai deciso di entrare a far parte del gruppo?!


R. Ho trovato il sito dei "dreamers" navigando su internet, ero rimasto molto colpito dalla qualità delle immagini, nonchè dalla professionalità dei membri che ne facevano parte. A dir la verità sono stato scoperto ed invitato da Fortunato, che mi ha voluto tirar dentro al progetto, ovviamente non mi sono voluto fare sfuggire l'occasione. Anch'io del resto come tutti i componenti mi sento un paesaggista che può offrire il suo contributo a questo gruppo di sognatori. 

 


D. So che sei siciliano, di dove in particolare? ci descrivi un po' il tuo legame con questa stupenda regione italiana?
 

R. Sono Catanese, ma mi sento prima di tutto siciliano. La Sicilia è una terra di antichi sapori, di forti tradizioni, vivendoci è impossibile non rimanere emotivamente coinvolto dalla sua magica energia. Ci sono location, come  l'Etna, dove questa magica energia si manifesta con tutto il suo vigore, altri luoghi come il parco dei Nebrodi dove è possibile udire il silenzio della natura, tutto ciò è quello che cerco di portare dentro le mie immagini, la forza e il silenzio della natura siciliana.


 

D. Ho visto le tue fotografie e sono rimasto colpito dal loro grande impatto emozionale, sembra quasi tu abbia un rapporto privilegiato con la Natura, è vero? come ti senti quando esci a scattare?
 

R. Quando fotografo non cerco mai di forzare la composizione o gli altri aspetti tecnici, ma provo a farmi
seguire dall'istinto emozionale, a volte può essere guidato dallo stato d'animo, altre volte dall'ampio respiro delle location, in ogni caso cerco sempre qualcosa che mi emozioni, diversamente non riesco a fotografare. Il momento dello scatto è l'apoteosi di un breve istante, quando le bellezze della natura e la forza emozionale sono al loro massimo, approfittare di questi istanti comunque richiede una certa preparazione tecnica per non farsi sopraffare dall'emotività del momento. Nel tempo sono riuscito a far fluire la parte tecnica della fotografia come una cosa istintiva e a godere dell'emozione meravigliosa che la natura mi offre.

 


D. Parliamo un po' del tuo modo di fare fotografia, secondo te qual'è l'elemento che contraddistingue la tua fotografia? qual'è il tuo "segno distintivo"?

R. In molti mi hanno detto che ho un modo, uno stile tutto mio di fare fotografia e questo si riflette nelle mie immagini. Personalmente spero di trasmettere l'atmosfera e le sensazioni di chi vede con i propri occhi i paesaggi che fotografo. La ricerca della giusta luce, delle condizioni atmosferiche ideali e delle location intriganti sono tutti elementi che contribuiscono al mio modo di far fotografia. Forse però il mio vero segno distintivo è la Sicilia, voglio dire. faccio fotografie che in molti faticano a credere siano fatte in Sicilia solo perché non rispettano lo stereotipo che rappresenta la mia regione, in fondo però è quello che cerco di fare, far emergere una piccola parte di quella Sicilia ai molti sconosciuta.

 


D. Parlando di fotografia in generale, quali sono i fotografi dello scenario italiano ed internazionale che più ti affascinano o che ti hanno insegnato o ispirato un qualcosa di importante per te?

R. Sono molti i fotografi che andrebbero menzionati, sia italiani che stranieri. Ho iniziato la mia visione nel mondo della fotografia grazie a mio cognato Antonio Zimbone, anche lui paesaggista, è il fotografo che mi ha insegnato la tecnica e mi ha aperto una nuova visione sul mondo. Oggi ci sono parecchi fotografi internazionali a cui mi ispiro: Michael Anderson, Adam Burton, Carsten Peter, Galen Rowell, John Shaw e di certo ne dimentico tanti altri. Fra gli italiani, mi fa piacere ricordare: Stefano Unterthiner, Daniele Marson, Luciano Gaudenzio, Alex Bernasconi ed anche qui sicuramente ne ho citato solo alcuni.

 


D. Dove trovi l'ispirazione per creare le tue fotografie? nascono sul momento dettate in base a quello che vedi oppure sono il frutto di una preparazione lunga e meticolosa?

R. Le fotografie possono nascere sul momento come essere studiate per lungo tempo, ma alla fine per quanto ci si prepari, per quanto si torni spesso sugli stessi luoghi alla ricerca della luce giusta, i risultati sono spesso guidati dall'imprevedibilità del momento. Difficile dire quando apparirà un arcobaleno, improbabile sapere quando ci sarà la prossima eruzione, complicato prevedere le giuste combinazioni di luce e tempo meteo. Insomma si può riuscire a realizzare un'immagine al primo tentativo come non riuscire a realizzarla per lungo tempo. In ogni caso deve esserci una notevole forza emozionale conferita dalla location.

 


D. Quale tra le fotografie che hai scattato fino ad oggi è quella a cui sei più affezionato o che per te ha un valore particolare, e perchè?

R. Ci sono diverse immagini a cui sono affezionato e non necessariamente sono le mie migliori. Difficile essere oggettivo con le proprie creazioni, ad ogni modo c'è un'immagine a cui ripenso spesso.
La foto al faro di punta sottile (Favignana) è stata una foto del tutto imprevedibile, aveva fatto brutto tempo per tutto il giorno, una forte pioggia e un fortissimo vento fino a poco prima del tramonto. Quando il sole era già sparito sotto la linea dell'orizzonte, improvvisamente il cielo si è acceso di un rosso fuoco impossibile da
dimenticare, è durato qualche minuto, ma per fortuna mi trovavo al posto giusto nel momento giusto. Ho fissato il treppiedi fra gli scogli ed agganciato lo zaino alla colonna centrale, il fortissimo vento mi ha creato parecchi problemi, in considerazione anche del fatto che ho voluto utilizzare un obiettivo piuttosto ingombrante in queste condizioni di vento (70-200 f4 L ). Alla fine per ottenere una foto stabile ho finito per alzare gli ISO fino a 250, mi sono reso conto che avevo solo gli ultimi 2 scatti nella scheda: penultimo scatto. foto micro mossa, ultimo scatto. accendono il faro. e foto perfetta. Oggi la stampa fa bella mostra di se nel mio soggiorno.

 


D. Ci riveli qualche segreto della tua straordinaria  tecnica fotografica?

R. Scattare sempre in formato RAW può essere un buon punto di partenza, poi ci vuole costanza e dedizione, nonché una buona dose di fortuna. In ogni caso la tecnica la si apprende sul campo.


D. Quanto è importante per te la postproduzione? Ti affidi a San PhotoShop oppure cerchi di "creare" lo scatto in fase di acquisizione grazie (magari) ai filtri?


R. San Photoshop di certo può venire in aiuto per piccoli interventi, ma la foto deve essere già ottima a partire dal file RAW altrimenti non c'è software di fotoritocco che faccia miracoli. L'uso dei filtri digradanti è molto di aiuto se non indispensabile quando si cerca di diminuire la gamma dinamica in modo da farla rientrare in quella che il sensore è in grado di catturare, così facendo si possono riprendere immagini con forti variazioni di luce fra cielo e terra.


D. Oltre alla fotografia paesaggistica, ci sono altri generi che prediligi? quali?

R. Mi piace molto la fotografia macro e la fotografia naturalistica in genere.

 


D. Siamo orami giunti quasi alla fine della nostra chiacchierata, ci puoi dire se stai lavorando a qualche progetto fotografico e se si ci puoi anticipare qualcosa?

R. Sto lavorando alla preparazione di un libro fotografico, l'uscita è prevista con buona probabilità
il prossimo anno.

 

 

Siamo alla fine della nostra chiacchierata! Ti ringrazio molto per l'interessante chiacchierata e speriamo di poterne fare di nuovo presto una nuova magari per raccontarci qualche altra novità sulla tua attività di fotografo paesaggista.

Author: Salvo Orlando

Published by Salvo Orlando on Wed 25 Nov 2009