Valter Binotto per “your world”

ciclamino

A vederlo da lontano non è certo bello come lo sono le cime dolomitiche, è un monte carino magari, come tanti altri monti della pedemontana Veneta.
 Il Grappa è un massiccio isolato ai lati dal Piave e dal Brenta e dalla valle Feltrina a nord. A sud guarda la pianura veneta ergendosi a sua difesa con i suoi 1.750 metri.
Nel lontano passato, durante il periodo delle glaciazioni, è stato un rifugio per molte specie animali e vegetali. Per questo ancora oggi, vi dimorano specie tipiche di ambienti diversi.
Con il ritrarsi dei ghiacciai, l’isolamento della parte sommitale dalle altre catene e dalle vicine dolomiti, sull’Alpe Madre (così era chiamata un tempo),
 si sono diversificate specie particolari di animali, alcune addirittura ne hanno preso il nome, come è il caso del curculionide Liparus  grappensis   
o del più appariscente Parnassius apollo “grappensis”.

È  guardandolo nei suoi particolare che “la collinaccia” diventa un ambiente bellissimo, ricco di vita, con ambienti che da collinari diventano quasi dolomitici, con praterie,
 boschi e pareti rocciose.
Anche le attività umane ne hanno modellato l’aspetto, le praterie sommitali sono disseminate di malghe, con le loro innumerevoli lame.
 Ogni pozza è un micro mondo con anfibi ed insetti che diventano predatori e prede e tutti assieme ancora prede di uccelli e mammiferi.
Tra le rocce il raponzolo ed il Picchio muraiolo ci fanno vivere la natura selvaggia delle pareti dolomitiche, mentre nei torrenti di fondovalle
 il gambero di fiume ed il merlo acquaiolo certificano la purezza delle acque.
Nei prati, tra le rocce affioranti ricche di storia geologica che ci porta ad antichi mari, innumerevoli fioriture di orchidee, gigli e di tutti i fiori di alta quota.
I boschi custodiscono gelosamente cervi, caprioli, tassi civette e gufi. Anche l’orso, nel suo primaverile girovagare ci ha fatto visita.
Da quindici anni è tornato anche il camoscio, estinto in questi luoghi pare durante la prima guerra mondiale, periodo che vide il Grappa importante punto difensivo. 
Il camoscio sta ora diventando forse la più importante attrazione turistico-fotografica. Oggi addirittura, alcuni sentieri sono stati ribattezzati sentiero dei camosci.
 E così succede che, perlopiù in modo inconsapevole, anche il fotografo attraverso i social, diventi artefice di una continua promozione turistica verso questo massiccio.

 Insomma, come collinaccia non ha nulla da invidiare alle blasonate Dolomiti diventando meta apprezzabile sia per l’escursionista che per lo studioso.
 Abitandoci ai piedi mi viene facile salire spesso fino alla cima. Ci vado in tutte le stagioni e con tutte le condizioni di tempo. 
 Ogni uscita è foriera di nuove scoperte, salita dopo salita, anno dopo anno. Gli stessi ambienti sono diversi a se stessi ogni volta che li vedo regalandomi emozioni ogni volta nuove.

ciclamino

camosci

astro alpino

camoscio

crochi

gambero di fiume

melitea

merlo acquaiolo

Parnassius apollo

soldanella alpina

Tasso

scilla bifolia

raponzolo-di-roccia

rana verde

rana di lataste

picchio-muraiolo

Potete seguire Valter sul suo website: Valter Binotto

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One comment on “Valter Binotto per “your world””

  • Erico

    Complimenti, a te e a tutto il gruppo di cui fai parte. Visionerò con costanza le vostre foto.

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