Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6 L IS USM MarkII – di Salvo Orlando

100-400

Dopo una lunghissima attesa e indiscrezioni che si sono rincorse per tantissimo tempo, a distanza di ben 15 anni, Canon ha presentato al pubblico una delle lenti più attese di sempre, la seconda versione del Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6 L IS USM, chiamandola appunto Mark II.

Le differenze principali con la vecchia versione sono tante, semplicemente siamo di fronte non ad un restyling ma ad un nuovo progetto completamente differente. La prima cosa che subito si nota nella costruzione è l’abbandono del sistema a pompa per il più classico sistema di controllo della focale attraverso l’anello zoom, poi lo stabilizzatore che passa da 2 a 4 stop, infine anche l’impermeabilità è stata migliorata di molto rispetto alla vecchia versione. Anche il progetto dell’ottica è cambiato, passando da 17 lenti in 14 gruppi a 21 lenti in 16 gruppi, uno schema ottico, che a mio avviso ha una resa molto superiore rispetto alla vecchia versione.

Sono stato uno dei primi ad acquistare questo obiettivo e dopo poco più di un anno di utilizzo penso di poter tirare le somme e dirvi l’idea che mi sono fatto di questa lente. Le mie sono considerazioni personali e non sono qui a parlarvi di test MTF e prove di laboratorio, ma solo di quella che può essere la mia personale esperienza sul campo.

Quando ho acquistato questa lente non avevo in mente quello che la maggior parte degli appassionati di fotografia si aspetterebbe, voglio dire semplicemente che lo scopo principale non era la fauna ma il paesaggio.”Porca miseria!” verrebbe da dire…ebbene si ho comprato un tele come questo per farci fotografia di paesaggio.

Provenivo da quell’ottimo economico vetro che è il 70-200 f4 L, mi sarei quindi aspettato almeno lo stesso livello di qualità ottica e anche più visto il costo, ma vi dico subito che inizialmente ne sono rimasto un po’ deluso. La prima impressione è stata che la qualità del 100-400 per il paesaggio si fermasse intorno ai 300/350mm. Inutile girarci intorno, seppur a 400mm la lente risulta essere di buona qualità, e probabilmente lo è per la maggior parte dei fotografi, per me non lo era abbastanza. Quello che mi ha lasciato un po’ perplesso è stata una nitidezza non eccelsa e poco uniforme, dal centro verso i bordi alla focale massima di 400mm, è anche vero che leggevo in giro recensioni incredibili aspettandomi risultati forse inarrivabili, ma questa era stata una prima valutazione che era corretta solo in parte.

Col passare delle settimane ho iniziato a conoscere meglio questa lente e con grande sorpresa ho scoperto che questa lente migliora in maniera incredibile in base alla distanza di messa a fuoco, a me sembra che la lente sia ottimizzata per soggetti alle distanze intermedie e vicine, tanto che anche le capacità macro sono davvero sorprendenti, mentre purtroppo oltre i 300/350mm, mettendo a fuoco all’infinito, mettiamo alla corda la nitidezza che spesso occorre nei paesaggi. Certo molto dipende anche dalle condizioni di luce, finchè infatti i contrasti di luce aiutano la definizione dell’immagine il risultato è pienamente utilizzabile. Per quanto riguarda il paesaggio puro, direi comunque che la focale intermedia di 300mm  è davvero ottima ed è già sufficiente per ritagliare degli ottimi scorci, ma se vogliamo una lama a 400mm per fare paesaggi allora la scelta dovrebbe ricadere sul Canon 400 f/5.6, però dimenticatevi la versatilità di uno zoom e lo stabilizzatore.

La cosa più bella di questa lente è senza ombra di dubbio la versatilità, puoi farci di tutto e in qualsiasi condizione, lo stabilizzatore è davvero notevole e permette di scattare anche paesaggi a mano libera (quasi un sacrilegio per me, ma l’ho usato con risultati sorprendenti). Le migliori performance si ottengono mediamente intorno a f8, ma anche a tutta apertura ho imparato ad apprezzarlo, tanto che alla fine ho iniziato ad usarlo con soddisfazione per la fauna e per ottenere dei bei sfocati su soggetti vicini. Ho anche avuto modo di utilizzarlo anche con un moltiplicatore 1,4x Canon, l’ultima versione è davvero notevole e su questa lente finchè si resta sulle medie distanze di fuoco non fa sentire quasi per nulla la sua presenza. Un’altra cosa che ho trovato molto curata è l’anello con la staffa del treppiedi, risulta davvero comodo e fluido passare dalla posizione orizzontale allo scatto verticale.

Se dovessi consigliarvi questa lente, credo che vi direi di fare le giuste valutazioni, non è una lente che può soddisfare al 100% un paesaggista puro, ma forse una lente simile semplicemente non esiste, però è davvero un’ottica molto versatile, durante l’ultimo mio viaggio in Patagonia è stata la lente che ho utilizzato di più in assoluto, dal canto mio posso dirvi che l’unica cosa che rimpiango del 70-200 f4 è il peso, girare per monti col 100-400 non è esattamente il massimo della leggerezza.

Il 100-400 è una lente molto diffusa nel corredo dei fotografi del nostro team, sono certo che anche loro vorranno dire la loro.

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