Sulla “previsualizzazione” – di Andrea Pozzi

Andrea Pozzi - "Sulla previsualizzazione"

Il sole batteva forte sopra le nostre teste durante quel pomeriggio di piena estate. Con i partecipanti del workshop fotografico, tenuto tra le mie amate montagne la scorsa estate, trascorrevo momenti di relax sulle rive di un piccolo lago leggermente increspato dal frizzante vento d’alta quota. Adagiati su alcune rocce insolitamente piatte, ci godevamo il silenzio attendendo gli attimi più propizi per tornare ad impugnare le nostre fotocamere in questo luogo di pace assoluta.
Le caratteristiche poche ore di sonno, “amiche” di ogni fotografo naturalista, contribuivano a rendere quei sassi quasi morbidi in assenza d’altro, mentre le palpebre sembravano voler continuare a coccolarsi per il resto del giorno.

Un lontano fischio di marmotta mi fa tornare alla realtà, al pari dei ragazzi adagiati a pochi metri da me. Gli occhi si abituano presto alla forte luce: ammiro i riflessi sul lago, gli eriofori che lo circondano, il monte che si specchia in quella piccola pozza che improvvisamente ricordo di aver sognato.

Avevo visitato quel luogo più volte negli anni, sempre in estate. Le abbondanti nevicate ed il gelo in quest’area tengono lontano i mezzi di trasporto che permettono di raggiungere i 2.600m e oltre del passo Gavia, da ottobre a giugno inoltrato. Eppure, ammirando quel monte, io lo vedevo bianco, o perlomeno accarezzato dalle prime nevi. Vedevo quel lago circondato di fiori ghiacciarsi improvvisamente, in preda all’attacco del freddo implacabile. Mi immaginavo poi atmosfere drammatiche o nebbie. La solitudine, il freddo. Il bianco.

Avevo deciso in quel momento di rendere partecipi i ragazzi.

«Come sognereste voi il paesaggio che vi trovate di fronte? Come vorreste viverlo, immortalarlo?»
Ognuno di loro con un’idea diversa, ognuno con un “sogno” diverso. Un sogno che si sarebbe potuto realizzare quella stessa sera, l’anno successivo, oppure mai.
Non capita spesso di sognare un paesaggio e poi, a distanza di tempo, vederlo materializzarsi davanti ai propri occhi. Quando succede, è persino difficile fotografare e forse non è nemmeno la cosa giusta farlo, da un certo punto di vista.
Quest’immagine è parte del mio sogno, perché al di fuori di essa sento ancora il freddo pungente che mi sbilancia mentre cammino in piena notte tra la neve. Percepisco ancora i battiti del mio cuore accelerati nel vedere quello specchio d’acqua, che qualche mese prima era increspato e colpito dalla luce di mezzogiorno, parzialmente ghiacciato.
Avverto poi dei suoni, sono inconfutabilmente delle pernici, che sfortunatamente sento ma non vedo. Procedo attorno al lago e il monte mi si rivela, finalmente candido. Il ghiaccio e la neve sono troppo per gli inizi di settembre; per questo il cielo si tinge di caldo, provando invano a smorzare questo inverno giunto ancor prima che l’autunno potesse manifestarsi.

Mi trovo lì, nel quadro che avevo previsualizzato. In quei momenti percepisci veramente quanto sia importante la fotografia, come straordinario mezzo per poter apprezzare e osservare la Natura in un modo davvero approfondito, così come essa merita.
Grazie per questo privilegio.

Location: Parco Nazionale dello Stelvio, Italia
Dati di scatto: DSLR, 16-35mm F/4, 0.5″, f/13, ISO 100

Andrea Pozzi – Team Dreamerlandscape

Related Entries

6 comments on “Sulla “previsualizzazione” – di Andrea Pozzi”

  • Antonio

    Poeta non solo con le immagini! Ti ho sempre ammirato per questa tua sensibilità e umiltà che traspare dalla luce impressa sul quel piccolo sensore elettronico. Ai miei occhi appari sempre in punta di piedi in questo mondo di riflettori dove ognuno recita la parte del “chi ce l’ha più grosso”. Mi inchino e ti rinnovo i miei complimenti!
    Antonio

    • Andrea Pozzi

      Ciao Antonio, ti ringrazio per il graditissimo messaggio.
      È davvero soddisfacente per me riuscire a raggiungere il cuore delle persone, in questo mondo “dominato dai fuochi d’artificio”.
      Grazie di nuovo e a presto qui su Dreamerlandscape!

      Andrea

  • Franco Ameli

    Non ho la fortuna di conoscerti personalmente ma leggendo le tue parole e ammirando le immagini percepisco le profonde caratteristiche che accumunano voi del team. Messaggi chiari e sinceri, immagini toccanti quanto sentite. Le tue come quelle di Fortunato e Vincenzo. La passione, la costanza, la determinazione e il talento che vi accumuna è fonte di grosso stimolo per chi vi segue. Grazie a Fortunato che mi ha fatto conoscere il team di Dreamerlandscape!

    • Andrea Pozzi

      Buonasera Franco e grazie per il messaggio, mi fa davvero molto piacere.
      Ti ringrazio anche a nome del Team; è bello per noi poter trasmettere un messaggio “univoco” attraverso i nostri lavori.
      Alla prossima!

      Andrea

  • Tony

    Buongiorno Andrea
    ho assistito alla presentazione delle Vostre magnifiche fotografie alla serata tenuta a Palmanova sabato 4 novembre.
    stupefatto dal vostro lavoro e dalla vostra passione faccio i complimenti a tutto il team dreamerlandscape non solo per le immagini ma anche a tutto ciò che c’è dietro: “voluti” sacrifici, notti alla diaccio, organizzazione, caldo, freddo, vento,pioggia, neve e quant’altro….la vostra tenacia!
    sacrificio ed impegno, per essere ripagati dallo splendido scenario che ci si presenta davanti agli occhi e davanti al cuore!
    Tony,
    “alpinista” e fotoamatore.
    BRAVISSIMI !!!

    • admin (author)

      Grazie di cuore Tony, da parte mia e deo miei colleghi!
      Alla prossima,

      Andrea

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 + 4 =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Andrea Pozzi

Autunno Scozzese

Fortunato Gatto

Gargano

Inverno scozzese

La piana

Leonardo Battista

Luca Giustozzi

Orchidee del Gargano

Pianeta Etna

Plitvice

Pollino

Salvo Orlando

Samuel Pradetto

Siberia

Sibillini

Storni in stormi

Tre Cime di Lavaredo

Vincenzo Mazza