Io, Fotografo Naturalista – Etica e Rispetto

IO FOTOGRAFO NATURALISTA - ETICA E RISPETTO

Io fotografo naturalista! Con questo titolo do inizio ad una serie di post qui su Dreamerlandscape, dove tutti noi, amanti della fotografia di natura possiamo trovare uno spazio dove dibattere, leggere, pensare e interagire. Dreamerlandscape è un team di fotografi naturalisti uniti da una grande passione, ognuno con un proprio stile, tutti diversi ma al contempo tutti uguali.
Il mio progetto si svilupperà affrontando alcune tematiche, tutte unite da un doppio filo conduttore: l’amore e il rispetto. In questa serie di post andrò a toccare diversi argomenti, entreremo nell’intimità della fotografia, percorreremo alcune delle innumerevoli evoluzioni alle quali si va incontro. Troverete e leggerete solo dei miei semplici pensieri, la mia opinione ovviamente condivisibile o non.
E’ ora di iniziare.
Come dico sempre ai miei workshop, quello che dirò (scriverò) è solo il mio pensiero che in questo momento desidero esprimere. Io sono in continua evoluzione e i miei pensieri e idee fotografiche tra qualche mese potrebbero essere completamente stravolte. Un fotografo naturalista ha molte responsabilità, una tra tutte è di trasmette agli altri una visione critica sul proprio stile, sull’etica , sul comportamento e sulle idee. Le nuove generazioni a volte seguono le orme di fotografi famosi o noti non capendo effettivamente se siano corrette o no. Qui dobbiamo essere tutti responsabili e pensare più e più volte prima di divulgare immagini non corrette. Questo è il primo step da cui partire. La fotografia deve essere la conseguenza del rispetto e passione che abbiamo verso la natura e NON un mezzo attraverso il quale mettersi in mostra. Ho visto davvero scene vergognose di pseudo fotografi naturalisti spostare, gettare farfalle come oggetti solo per arrivare ad ottenere qualche immagine buona. Calpestare, staccare e spaccare svariati esseri viventi: dai fiori alle piante, dai funghi agli insetti. ETICA e RISPETTO devono, dico devono essere le fondamenta del nostro progetto fotografico.
Altra capacità rilevante è saper rinunciare! Ho imparato molte lezioni di vita negli anni, ma una rappresenta sicuramente alla grande il saper rinunciare ed io l’ho imparato velocemente. La vipera berus, che ho postato qui per iniziare la mia avventura, è anche colei che ha scatenato in me l’amore per questi soggetti, unici e favolosi. Mi trovavo sul ciglio di una strada sterrata assieme ad un mio grande amico fotografo, tutti e due intenti a scattare foto a questo magnifico esemplare, quando da un’automobile di passaggio scese un cacciatore incuriosito dalla nostra presenza. In poco tempo il suo viso cambiò espressione e cercò invano, vista la nostra presenza, di uccidere il rettile. Pochi giorni dopo lo incontrai e con un sorriso mi disse che era riuscito ad ucciderla…….. Ora quando trovo soggetti nelle vicinanze di strade e paesi rinuncio quasi sempre.
La natura ci offre davvero illimitate possibilità di creare grandi immagini senza dover per forza distruggere o ricorrere a svariati trucchi. Quando iniziai a fotografare il mio maestro di allora, finita la sessione fotografica, passava a vedere come avevo lasciato il mio “ set fotografico “: il prato dove per ore ero rimasto a fotografare. La grande sfida era realizzare belle immagini lasciando il più intatto possibile l’ambiente. Queste sono le grandi soddisfazioni che tutti noi dovremmo avere. Attraverso la fotografia e la nostra passione possiamo aiutare e istruire le persone. Il numero di fotografi di natura è aumentato enormemente, per questo è essenziale partire con il piede giusto. Studiamo il nostro ambiente e tutte le specie che gli appartengono: conoscere significa riconoscere.
Amiamo tutto ciò perché ne facciamo parte!
Il prossimo post sarà dedicato all’evoluzione, vi aspetto qui.

Samuel Pradetto

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4 comments on “Io, Fotografo Naturalista – Etica e Rispetto”

  • Roberto Gardonio

    Grazie Samuel di questo articolo. Porto ancora il ricordo del tuo pensiero che hai espresso qui egregiamente e che ci avevi con determinazione espresso al tuo corso in settembre a Budoia.
    Rispetto e rinuncia per me sono comportamenti irrinunciabili per voler fotografare in natura.
    Grazie e buon Natale!
    Roberto

  • Vittorio Castelli

    Samuel buongiorno, vivo in campagna e vedo saltuariamente qualche falco volare alto. Vorrei tanto riuscire a fotografarlo ma penso che senza il richiamo del cibo difficilmente arriverà mai a tiro di tele. Pensi che questo approccio sia eticamente scorretto ? Tengo molto al tuo parere in proposito. Con stima. Vittorio

  • Samuel Pradetto

    Grazie Roberto mi fa molto piacere vederti qui e mi gratifica leggere le tue parole. Caro Vittorio mi fai una bellissima domanda. Molti fotografi naturalisti professionisti costruiscono dei capanni alimentati da carnai per attirare i loro soggetti. In scandinavia sono molti attivi sotto questo punto di vista, e a dirti il vero non ci vedo nulla di male l’importante è pasturare con soggetti morti naturalmente come vari mammiferi rimasti uccisi ad esempio da auto in corsa. Anche qui devi essere tu ad avere una linea corretta e capire fino a dove puoi spingerti. Questo genere di fotografa non l’ho mai praticata ma come dicevo prima non ci vedo nulla di male se viene fatta appunto con etica e rispetto. Buon natale anche a voi e grazie di aver partecipato al mio dibattito.

  • Leonardo Battista

    Rispondo a Vittorio Castelli e lo ringrazio per aver toccato un argomento che pochi trattano e che ahimè sta diventando consuetudine. Pasturare un animale selvatico a volte può condizionarne le abitudini. In nord Europa si è creato un indotto economico attraverso queste pratiche con il risultato che le foto sono tutte inevitabilmente uguali. Un consiglio che posso suggerirti è l’osservazione. Gli animali sono abitudinari, quindi se noti che ad una certa ora del giorno il falco si aggira nello stesso luogo significa che rientra nel suo territorio di caccia. Può esserti utile un capanno mobile casomai posizionato vicino ad un albero o cespuglio per confondersi meglio, anticipando l’appostamento rispetto alle sue abitudine. Sembra brutto da dire ma a volte anche gli appostamenti in auto quando è possibile danno i loro frutti.

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