Intervista a Georg Kantioler – Il cultore della precisione

Georg Kantioler - b

Intervista a Georg Kantioler a cura di Samuel Pradetto.

Se si pensa ad un fotografo artistico, se vogliamo trarre ispirazioni da immagini spettacolari, il nome perfetto è Georg Kantioler. Osservando le sue immagini si capisce subito che questo eclettico fotografo spazia dall’immagine paesaggistica alla fotografia di dettaglio, esplorando il mondo animale. Predilige le luci morbide, avvolgenti del tramonto e dell’alba a quelle di giornate nuvolose. Pluripremiato ai più prestigiosi concorsi internazionali ed europei, riesce sempre a meravigliare le giurie con immagini realizzate esclusivamente nella propria terra d’origine, l’Alto Adige.
Da qualche mese fa parte del team “Naturephotoblog”, affiancando molti dei fotografi di spicco presenti nel palcoscenico mondiale. Socio del gruppo fotografico “Strix” è autore di un libro personale, più svariati con il proprio collettivo. Kantioler è sicuramente un punto di forza della fotografia italiana.
Non ci resta che andarlo a trovare:

Ciao Georg, per iniziare, ti chiederei che effetto ti fa essere intervistato?

Al più tardi, dopo aver letto l’introduzione tua mi sento lusingato! Sono molto onorato di essere stato scelto per questa intervista. Dreamerlandscape è un Team composto da famosi ed ottimi fotografi italiani. Seguo con grande attenzione e con grande ammirazione le vostre opere.

Ti ho definito “il cultore della precisione”, sei d’accordo con tale affermazione?

… sì e no. Sicuramente non sono un cultore della precisione nell’uso di attrezzatura come filtri, luci artificiali, obiettivi particolari ecc. Non sfrutto neanche del tutto le possibilità delle macchine fotografiche moderne o dei vari software a disposizione. Curo però con molta precisione l’inquadratura e la composizione dell’immagine.

Vista la qualità e la quantità di immagini che produci, il sottoscritto pensava che tu fossi un fotografo sempre attivo, che sfruttasse ogni momento libero per uscire a fotografare. Invece noto che ci sono periodi che nemmeno fotografi. Ce ne vuoi parlare?

Grazie per questa domanda! Non sono attratto dalle luci forti del giorno ne tanto meno dalla calura estiva. Per questo motivo d’estate metto da parte la mia macchina fotografica. Una cosa importante, la quale ho imparato negli ultimi anni, è che non serve a niente uscire, quando non sento una profonda voglia di fotografare. Tra l’altro, devo avere la testa assolutamente libera per arrivare al massimo della concentrazione che mi serve sul campo. Parto però subito appena si avvicina un temporale estivo notturno. Mi metto in macchina e cerco di trovare il posto migliore per fotografare questo spettacolo naturale. Cerco di sfruttare le rare giornate buone invernali per trovare la neve fresca o le formazioni di ghiaccio. Amo le caratteristiche della primavera come i colori saturati, i canti degli uccelli e gli odori delle erbe. Il mio periodo preferito però è l’autunno. Mi piacciono i suoi colori caldi, le notti fresche e le nebbie nelle valli.

Georg Kantioler - c

Che importanza dai al tuo gruppo fotografico, ai colleghi, agli amici che ne fanno parte?

Mi ricordo benissimo della mia prima partecipazione al concorso fotografico interno del gruppo “Strix”. Non sono arrivato penultimo ma ultimo! Proprio questa delusione mi ha fatto capire che avevo ancora tanto da imparare e mi ha spinto a migliorare. Grazie al gruppo e ai colleghi potevo ottenere tutto ciò. Sono convinto che la concorrenza sana, ripeto sana, è e sarà una delle fonti d’energia più importanti per la nostra passione e per il nostro sviluppo.

Arriviamo alla domanda che personalmente mi interessa maggiormente. Io ti definirei l’uomo del GDT: da anni ormai sei presente e penso che pochissimi possano vantare un palmares simile. Ne sei orgoglioso?

… onestamente sì. Con quest’anno sono stato premiato per il quarto anno consecutivo e in totale con 11 immagini negli ultimi 10 anni. Sono sicuro di avere una buona manina nella scelta delle immagini ma mi rendo anche conto di aver avuto la necessaria fortuna.

Georg Kantioler - b

Hai partecipato più volte come giurato a diversi concorsi, hai quindi potuto vedere i meccanismi e comprendere il loro funzionamento. Secondo te si può valutare un fotografo per i risultati ottenuti in questo ambito?

Alla fine spesso vincono le foto con un certo effetto “wow”. E queste sono le immagini molto creative o spettacolari, ma non ancora notate sul “mercato”. Ogni tanto però vengono premiate anche delle foto molto semplici e ridotte al minimo. Un unico successo a un concorso anche internazionale non deve dire tanto. Successi ripetuti invece non si possono ottenere soltanto per caso. C’è dietro un sacco di lavoro, di energia, di passione, di conoscenza della natura, di esperienza, sicuramente anche di talento. Tra l’altro conosco parecchi fotografi, anche bravi, con pochi successi ai concorsi importanti. Magari gli mancava soltanto quell’ultimo pizzico di fortuna.

Hai realizzato un libro nel quale hai potuto esaltare il tuo modo di fotografare, non un libro divulgativo o con un tema determinato, ma un volume nel quale la tua vena artistica ha fatto da filo conduttore. Anche con il tuo gruppo hai collaborato alla realizzazione di più volumi, che hanno riscosso successo anche in Germania, vorresti parlarcene.

Amo e stimo tantissimo la natura. Mi piacciono gli odori, i suoni, le luci, le forme e i colori. Sentivo la voglia di memorizzare i momenti più belli vissuti in natura e ho iniziato a fotografare. Ero giovane e volevo far conoscere le mie immagini più belle. Ho partecipato alla realizzazione di vari volumi fotografici e nel 2007 ho potuto pubblicare il mio primo e unico libro personale. Ormai sono passati degli anni e sono diventato più tranquillo. Non sento più la spinta/pressione di dover fare un altro libro personale. Spendo poca energia per pubblicare le mie foto ma spendo ancora parecchia energia per fare delle belle foto.

Negli ultimi anni hai reso famose le Puez Odle, sei stato in grado di realizzare immagini fantastiche, prettamente notturne. Questo genere di fotografia è saturo nel mondo del web, ma tu sei riuscito a dargli un tocco di classe. Ritieni di poter migliorare ancora?

Abito nella Val d’Isarco in Alto Adige proprio di fronte alle Odle di Funes. Da casa mia si vedono appena le punte di questa formazione impressionante. Salendo in alta quota però le vedo perfettamente. Negli ultimi anni sono riuscito a costruire un bell’archivio di varie immagini sulle Odle. Sicuramente cercherò di allargare quell’archivio con altre belle foto ma sarà difficile migliorarle. Ho in testa un’idea la quale però non posso annunciare in questa occasione 😉

Questa domanda che ti farò è per capire l’artista che è in te e che fotografa alle porte di casa come fai tu. È vero che non sei mai andato all’estero a fotografare, e che per scelta non ci andresti?

Per me ho fatto la scelta giusta. Magari per qualcun altro questa mia scelta può sembrare strana o limitante. L’unico viaggio fotografico all’estero che ho fatto fu quello al lago di Neusiedl (Neusiedler See in Austria). Ero lì solo per pochi giorni e capii subito che non sarei mai stato in grado di creare delle immagini come i fotografi della zona. E viceversa, per un fotografo olandese non sarà mai possibile fare delle foto più belle delle Dolomiti rispetto ai fotografi del posto. Per cui ho deciso di dedicarmi alla natura circostante per poter aumentare la qualità delle foto. Solo nel mio territorio posso essere al momento giusto nel posto giusto.

Georg Kantioler - a

Quale è un’altra caratteristica della tua fotografia?

Non mi interessa la documentazione nella natura. Non mi interessa neanche l’animale o il fiorellino molto raro e difficile da trovare. Mi accontento di situazioni o soggetti molto semplici. Cerco però di tirare fuori il massimo possibile mettendo a disposizione parecchio tempo e tanta energia. Scelto il motivo non vedo più il resto d’intorno.

Caro Georg ti ringrazio per la tua disponibilità e cortesia e prima di lasciarti andare vorrei chiederti che futuro immagini per la tua fotografia e che progetti ti poni?

L’unico progetto che ho in testa è quello di fare foto esclusivamente ad alto livello. Al momento fotografo soltanto quello che piace a me e non seguo nessun progetto. Forse questa libertà mi permette di lavorare con tanta tranquillità.
Samuel, è stato un piacere rispondere alle Tue domande. Ringrazio anche te e auguro a tutti gli interessati alla fotografia naturalistica tanta gioia e una buona luce!

Seguite Georg sul suo sito personale cliccando qui: Georg Kantioler

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