Intervista a Leonardo Battista

Leo_03

Intervista a cura di Samuel Pradetto

Leonardo Battista: un grande fotografo nel piccolo mondo delle piante! Un vero esploratore dell’intimità della natura. Fotografo sensibile e artistico sempre in continua evoluzione nel mondo del digitale.

– Ciao Leonardo, per iniziare ci potresti raccontare che importanza ha avuto il Meyer Gorlitz Trioplan 100 mm nella tua evoluzione fotografica, dato che sei stato uno dei primi ad usarla?

Ciao Samuel, sento spesso associare un fotografo a qualcosa di particolare, che sia parte dell’attrezzatura o una tecnica specifica. Non saprei riconoscermi in tal senso quando mi si associa al Trioplan. In tutto modo questa lente mi ha dato soddisfazioni particolari. Mi piace sperimentare e diciamo che in quel caso il gioco valeva la candela. Lo acquistai ad un prezzo molto basso rispetto alle cifre di mercato con cui si trova adesso.

– Osservando le tue immagini ci si immerge in un mondo fiabesco, sognante. Tutto è delicato e ordinato, il tuo messaggio di trasparenza e morbidezza rapisce colui che osserva le tue immagini. Rispecchia la tua persona?

Certo ma vale anche il contrario. Quando si intraprende un percorso creativo e si arriva ad un risultato lusinghiero si forma anche la personalità fotografica, quello che viene definito stile e che involontariamente influenza anche la nostra personalità in senso lato. Questo percorso in ambito artistico è un esercizio di stile che approda sempre ad un punto in cui si individuano i propri limiti. Bisogna mettersi in discussione per affrontare nel modo giusto i nostri limiti. A mio parere questo processo è la chiave di volta della crescita artistica e non solo.

– Nel 2014 hai vinto la categoria Piante e Fiori al prestigioso concorso internazionale indetto dalla GDT come fotografo Europeo dell’anno, Cosa ha significato per te tutto questo?

A volte sono molto critico verso queste manifestazioni. Sono dell’opinione che i concorsi devono avere la giusta importanza per un fotografo ma non devono essere il punto di arrivo. Io fotografo la natura del mio orto se così si può dire e sono orgoglioso che una delle mie foto sia arrivata a quel traguardo. Personalmente cerco di andare avanti sperando di raggiungere altri risultati che hanno a che fare più con la sensibilizzazione verso l’ambiente.

– Entrare in un Team come Dreamerlanscape per un fotografo solitario come te è un grande passo in avanti. Dimostri di voler crescere ancora confrontandoti con fotografi di elevata qualità. Cosa ti aspetti da questa grande avventura?

Questo forse è il traguardo che più mi lusinga. Collaborare e poter condividere il mio lavoro con persone affini.

– Hai raggiunto molti traguardi e sei riuscito a distinguerti uscendo dalla ” massa ” di fotografi. Che consiglio daresti ai giovani che vogliono intraprendere questa strada?

Ripeto : mettersi in discussione, sempre.

– Per concludere ti farei una domanda molto particolare. Come tutti i fotografi sicuramente avrai avuto molte soddisfazioni ma sicuramente anche delusioni: ci racconteresti una negativa che ti è accaduta?

Non ho un caso singolare da raccontare. Vivo in un territorio molto difficile e mi capita spesso di trovarmi in situazioni difficili, soprattutto con i locali che temono la macchina fotografica più dei fucili.

Related Entries

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

1 + 6 =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Andrea Pozzi

Autunno Scozzese

Fortunato Gatto

Inverno scozzese

La piana

Luca Giustozzi

Pianeta Etna

Plitvice

Pollino

Salvo Orlando

Siberia

Tre Cime di Lavaredo

Vincenzo Mazza