Intervista a Fortunato Gatto

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Intervista a cura di Andrea Pozzi

Fortunato Gatto: nell’atelier di colui che dipinge la natura.

– Ciao For! Sono molto felice di poter intervistare un grande amico ed artista come te.
 Abbiamo avuto modo negli anni di confrontarci su svariati temi riguardo la fotografia di paesaggio e Natura, riguardo ciò che ruota attorno ad essa ma soprattutto a ciò che ci spinge a sviluppare una passione così forte e perseverante. La cosa più bella è che la conclusione dei nostri discorsi è sempre la stessa:”stare là in mezzo” è quello che vogliamo per il resto della nostra vita! 
In tal senso, quanto è importante, a volte, saper lasciare la fotocamera nello zaino per vivere l’interazione più pura con la Natura?

Importante? Credo sia assolutamente fondamentale. E’ solo tornando ad essere parte integrante della Natura che possiamo provare a descriverne la sua inarrivabile bellezza.

– Negli anni hai seguito un percorso che trovo molto personale, a tratti parecchio introspettivo. Il tuo modo di fotografare è fortemente mutato con il passare del tempo, non tanto per la qualità delle immagini bensì per la sperimentazione di tecniche particolari, ottenendo risultati sempre eccelsi.
 A volte sul web esplodono delle vere e proprie mode, come ad esempio le notti stellate da miliardi di stelle, i mossi “creativi”, le atmosfere dark enfatizzate con Photoshop, gli star trails e così via. 
Nel “mare magnum” presente oggigiorno sul web, quanto contano rispettivamente padronanza tecnica e creatività? Cosa contraddistingue una “foto artistica riuscita” da un “esperimento fallito”?

Hai giá praticamente risposto. Parli di moda, giusto? Ecco, l’inghippo cruciale si trova a monte, ovvero, nell’approccio. Va benissimo ispirarsi a qualcuno, decisamente meno seguire percorsi altrui. Quando manca un’idea, la voglia di comunicare qualcosa di unico alla base di un’immagine, nel migliore dei casi il risultato non andrá oltre l’esercizio stilistico ben confezionato.

– Quello che più mi attira nelle tue foto è il significato intrinseco che esse spesso possiedono. Mi viene in mente il tuo mosso artistico che intitolasti “il condannato”, oppure l’astratto “sacro” nel ghiaccio, chiamato “processione”, assolutamente geniali. 
Quanto è importante per te l’interpretazione della Natura per poter comunicare un messaggio anche attraverso un apparentemente poco significante dettaglio?

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“Il condannato”
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“Processione”

Per me la Natura é un’opera d’arte, il contenitore Universale della bellezza e dell’umanità stessa. Dietro un suo dettaglio si possono celare oceani di significati ed intere storie da raccontare. Per questo la nostra interpretazione é fondamentale e nulla toglie alla grandiosità del creato, ma anzi, dal momento in cui ci si dedica ad essa con tutto il nostro reale essere, il messaggio ed il benessere sensore che ne derivano non possono che essere importanti.

– So che hai dovuto andare incontro a parecchi sacrifici per ottenere i risultati eccelsi a cui hai abituato il pubblico. Notti insonni, freddo gelido che penetra nelle ossa, alimentazione poco consona, azzardi di ogni tipo. Tutto questo fa parte della vita del vero paesaggista e la Scozia è un osso duro in questo senso. Raccontaci del momento più “terribile” della tua vita da fotografo poi sfociato in una grande gioia. Quanto è determinante per te la sofferenza in chiave di un grande risultato (artistico ed emozionale)?

È vero fisicamente sono arrivato al (mio) limite per via di diversi viaggi inverosimili, molte notti insonni e una fatica fisica estenuante. Tuttavia, siccome le mode non mi piacciono (Ihihi), voglio evitare di descrivermi come un eroe. Oltretutto, ad onor del vero, ciò che veramente mi ha segnato é stato un episodio che mi ha colpito interiormente. Ad un certo punto, qualche anno fà la Fotografia era divenuta una sorta di ossessione. Viaggi, su viaggi, senza una vera “meta”, senza un perché, se non la pseudo esigenza di dover portare a casa un mero “risultato”. Mi sentivo smarrito. E’ stato un periodo per certi versi buio, ma che alla fine si é rivelato necessario. Ho realizzato che con la Fotografia si può fare qualcosa di buono anche per gli altri. Dare anche pochi istanti di quel benessere sensoriale di cui abbiamo il privilegio di essere testimoni ha del meraviglioso. E’ un dono ed é la vera ragione che mi fà amare questa passione.

– Ti ho sentito più volte nominare la spiaggia di Eigg come la più bella al mondo. Essa offre scorci sempre nuovi e sembra essere nata per essere immortalata con il magnifico sfondo dell’Isola di Rum. Quanto senti “tuo” questo luogo? 
Hai realizzato immagini oserei dire uniche di questo scorcio, oltretutto meritatamente premiate in diversi concorsi internazionali. Dopo luci magnifiche, isole innevate, nebbie sognanti, mari in burrasca e doppi arcobaleni specchiati sulla battigia, come credi che un luogo come questo, che tanto ti ha saputo dare, possa continuare a stupirti? Stai già previsualizzando il tuo prossimo “sogno”?

Eigg é la mia seconda casa. Come altri luoghi qui in Scozia, sa sempre stupirmi. Certamente ho ancora diversi progetti ambientati in questo luogo magnifico e in particolare un sogno che spero di poterti mostrare prossimamente. You will see!

– Il tuo amore per le terre scozzesi scorre già nelle vene dei tuoi piccoli figlioli. Skye ed Harris portano il nome di due tra le più belle isole d’Europa, che hai saputo ritrarre come nessun altro. Parlaci delle tue emozioni quando puoi condividere dei momenti con essi, calpestando le loro terre omonime.

Semplicemente impagabili. I bambini sono l’evoluzione di noi adulti. Hanno un modo di vedere il mondo totalmente libero da preconcetti, il ché li rende particolarmente creativi. Sono puri come la Natura che li circonda ed emozionanti come, se non piú del tramonto piú bello a cui potrei mai assistere. Traggono energia dall’essenziale e ne proiettano delle bellissime immagini. S’impara molto osservandoli. Skye e Harris due luoghi, due anime, un inno alla vita.

A tal proposito, se esistesse un’isola dell’Ovest scozzese ancora innominata, saprei bene il nome da conferirle: è un inno alla buona sorte e alla prosperità (Fortunato)…!

Complimenti per il tuo percorso, con stima.

André

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