Apollo day – di Samuel Pradetto

Samuel Pradetto - APOLLO DAY

La nostra evoluzione fotografica attraversa le varie fasce di età, è lunga e tortuosa, complicata, ricca di ostacoli ma è pure calma e silenziosa, rilassante, colma di soddisfazioni. Negli ultimi anni ho rinunciato a molte cose per dedicarmi totalmente alla realizzazione di immagini fotografiche, allo studio dei soggetti e dell’ambiente circostante. Mi domando spesso casa rappresenti per me la fotografia, se sia il mezzo perfetto per trasmettere alle persone l’amore che provo per la natura, se sia una fuga dalla quotidianità di tutti i giorni, se sia un filo immaginario che mi trasporta nell’ intimità della natura, o più semplicemente tutto questo assieme. Le amicizie vanno e vengono, restano e si consolidano, ti aiutano a maturare, migliorare, ti fanno vivere. Fotografo quasi sempre da solo, non voglio orari, vincoli, voglio la mia libertà: lo definirei il mio spazio vitale creativo. Ma ci sono periodi e appuntamenti annuali ai quali voglio partecipare, fatti di grandi emozioni, con veri amici. Penso al domani, ai miei compagni d’avventura, tutti uniti da una grande passione fatta di sacrifici e amori. Un giro di telefonate conferma il nostro appuntamento. Sono al centro della piazza del paese, aspetto il mio primo compagno d’avventura : arriva puntuale, salgo in auto e via verso la nostra meta giornaliera. Durante il tragitto scambiamo idee, storie, pareri, si progetta il futuro. Gli argomenti sono interessanti, spaziano molto, mi piace ascoltare le varie opinioni, essere spettatore e attore. Quando si è soli, si pensa, si riflette, si fantastica, si progetta. Ci isoliamo nel modo più naturale possibile, ascoltiamo noi stessi, ma non abbiamo il confronto. Il gruppo ti fa crescere, ti trasporta con se, tu li trasporti. Un caffè veloce anima le nostre discussioni, fa ripartire la nostra mente intorpidita dalle poche ore di sonno. La voglia di fotografare aumenta, ora possiamo dare sfogo alle nostre visioni per creare le nostre personali immagini. Mi affascina vederci lì tutti concentrati, emozionati, alla continua ricerca di soggetti e ispirazioni. La Parnassius apollo è una farfalle più delicate, sognanti. Si sentono gli otturatori “cantare”, di queste reflex professionali che ci rendono il tutto più semplice rispetto al passato. Ho voluto creare un’immagine nel bianco, colore segno di purezza e di delicatezza. La concentrazione e la voglia di fotografare fanno passare il tempo in un attimo, quell’attimo che ti spinge a ritornare , quell’attimo che ti ha fatto innamorare della fotografia naturalistica. Nel frattempo il sole riscalda le ali di questi lepidotteri che poco dopo spiccano il volo verso nuovi orizzonti. Il tempo per fotografarle è poco, un battito d’ali: mi guardo attorno, tutto è già finito. Nel silenzio, spaccato dal vento, osservo vari individui di Apollo volare liberi nell’aria: ora posso godermi questi attimi senza dover più rincorrere l’immagine perfetta. Ci rimettiamo gli zaini in spalla, ci incamminiamo verso la nostra auto, riprendiamo il sentiero che poche ora fa ci aveva portati qui pieni di idee e aspettative. Ora ci aspetta una grigliata speciale, di un amico speciale. Passeremo le prossime ore scherzando e parlando di vari argomenti. Questo lato della fotografia mi porta a riflettere, mi fa pensare che in fondo nella vita, le amicizie, quelle vere, vanno oltre i confini, entrano nel nostro cuore. Chi trova un amico, trova un tesoro.

Location: Treviso, Italy
Dati di scatto: DSLR, 200mm, 1/500, ISO 640

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2 comments on “Apollo day – di Samuel Pradetto”

  • GABRIELE BANO

    Come mai mi sento trasportare dal tuo racconto, mi sento profondamente partecipe? …………. forse perché la grigliata ………….. forse perché è vero che l’affetto verso certe persone nasce spontaneo e la passione per la fotografia come la intendiamo noi, cioè come la somma di tutte le sensazioni che hai descritti tu, non fa altro che esaltare tutto questo.
    Grazie.
    Bebe

  • Valter

    bel racconto Samuel, mitico apollo-day

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