Alessandro Carboni – Sardegna, Giara

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La Giara, a cura di Alessandro Carboni

Situato nella parte centro meridionale della Sardegna, l’altopiano della Giara è costituito da un’immensa colata di lava basaltica eruttata 2,7 milioni di anni fa. Il suolo, sassoso, è ricoperto da sugherete e macchia mediterranea ed è disseminato di specchi d’acqua raccolti in caratteristiche depressioni chiamate “pàulis” dove si abbeverano i “cavallini della Giara” (gli ultimi cavalli selvatici d’Europa): anima e simbolo del luogo.
Sono cavalli endemici, la cui origine incerta sembrerebbe discendere dal cavallo selvatico sardo, presente nell’Isola già dal neolitico. Di piccole dimensioni hanno un temperamento indomito e irrequieto.
Elementi caratteristici del territorio sono gli alberi a “bandiera”: querce da sughero forgiate dal forte vento di maestrale, che le obbliga ad una crescita verso est.  Nel lungo incedere del tempo, esse hanno assunto forme ritorte, nodose, spesso piegate al punto da sfiorare il suolo, rimanendo pur tuttavia ben ancorate ad esso.  Questi alberi così pittoreschi, sono, a ragione, un altro importante tassello che contribuisce a creare un paesaggio unico e suggestivo.
Unicità che si respira anche per la numerosa presenza di antiche costruzioni in pietra – i nuraghi. Allineati lungo tutto il perimetro della Giara alcuni di essi sono immediatamente visibili se si percorrono i sentieri tracciati, altri rimangono nascosti e ancora totalmente avvolti dai muschi e dal fitto della macchia, contribuendo a dare a questo luogo un’aura di spiritualità e misticismo.

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Non del tutto chiaro è ancor oggi il significato della loro presenza e posizione sul tavolato basaltico che,  gli archeologi e storici, riconducono ad una probabile funzione difensiva contro gli invasori punici e romani.
L’altopiano, è, come si può immaginare, un luogo ricco di fascino ove l’alternanza delle stagioni modifica il suo territorio caratterizzandolo visibilmente:  è la primavera con le sue estese fioriture, l’estate col sole che infuoca, prosciuga e spacca la terra dei pàulis,  l’autunno con la mitezza e il calore dei suoi  tramonti, l’inverno di nebbie, freddo e neve .
Il periodo migliore dell’anno per visitare la Giara è decisamente la primavera, momento in cui le fioriture di asfodeli e di orchidee ammantano di colore l’altopiano e nei pàuli fioriscono i ranuncoli attirando branchi di cavallini selvatici.

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Tra i momenti vissuti sull’altopiano che più mi hanno rapito e affascinato, ne ricordo uno in particolare. Era una notte di luna piena: senza immaginare a quale spettacolo avrei assistito, da solo, come spesso mi accade, decisi di salire sulla Giara.  Il sole era già tramontato e io attendevo il sorgere della luna in silenzio, nell’oscurità, al centro di un grande acquitrino: un pàuli.  Non vedevo oltre una decina di metri e per questo l’udito sembrava amplificato.  Sentivo nitido il rumore che producevano gli zoccoli dei cavalli;  erano lì, trottavano intorno a me, palesando la loro presenza, “guardiani” di un luogo che non mi apparteneva. Il verso degli uccelli notturni e dei grilli accompagnava quel momento.  Mai,  come in quella notte ho potuto sentire il battito vivo della natura;  ogni rumore, ogni odore, creavano una sorta di apprensione, di stupore, di felicità in me.

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Le immagini che vedete sono state scattate durante la primavera appena trascorsa: si tratta di un “work in progress” che si completerà negli anni a venire. Sono dell’opinione che per meglio rappresentare un territorio si debba entrare in un prolungato contatto con esso e quindi ecco il susseguirsi delle stagioni,  degli eventi che ne modificano il paesaggio in un continuo divenire e rinnovarsi. È proprio attraverso la costante scoperta dei diversi momenti di un luogo “conosciuto” che prendono vita le migliori capacità espressive di un fotografo. Nel mio caso il luogo “conosciuto” è la terra di Sardegna, terra in cui vivo, terra di costante ricerca; luogo ove poter interiorizzare quel senso di appartenenza, imprescindibile per congelare in un’immagine l’essenza dell’ambiente naturale che ci circonda.

Alessandro Carboni

Visitate il sito di Alessandro cliccando qui: Alessandro Carboni

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2 comments on “Alessandro Carboni – Sardegna, Giara”

  • rossana farina

    …il tuo lavoro è meraviglioso e penso che tu sia molto bravo ed anche molto fortunato a vivere vicino ad un luogo così bello ed unico. Continua a fotografare nelle altre stagioni…ed a farci sognare con la tua meravigliosa isola!!!

  • Emanuela Sardella

    Non c’è foto che non inizi con un sogno, ma queste lo catturano in tutta la sua pacificante potenza.

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